È stato diffuso oggi il comunicato stampa con cui gli esperti di World Weather Attribution (WWA) annunciano i risultati della loro più recente analisi, stando alla quale il cambiamento climatico causato dalle attività umane ha reso le condizioni metereologiche favorevoli agli incendi (fire weather) almeno due volte più probabili nel sud-ovest della Francia e almeno 20 volte più probabili nella Spagna centrale. Gli scienziati sottolineano che si tratta di stime prudenti.
Pubblichiamo qui alcuni commenti esperti raccolti da WWA.
Friederike Otto, docente di Scienze climatiche presso il Centre for Environmental Policy, Imperial College di Londra [31/07/2026]
«I nostri studi dimostrano ripetutamente come il clima europeo stia cambiando più rapidamente di quanto i governi riescano ad adattarsi. L’anno scorso abbiamo documentato gli incendi nella penisola iberica; più recentemente, la nostra ricerca ha evidenziato come il cambiamento climatico stia aggravando la siccità in tutto il continente. Ora assistiamo a un’altra catastrofe alimentata dallo stesso fattore: il consumo di combustibili fossili.»
«Alla scienza non importa se gli incendi di quest’anno batteranno i record, se i governi sono preparati, se le piogge invernali sono state adeguate o se questo evento arriva sulla scia di diverse ondate di calore che hanno esaurito le risorse e messo a dura prova la popolazione. Il cambiamento climatico comporta che la giusta combinazione di condizioni meteorologiche, che crea una polveriera e la trasforma in un disastro, si verifichi con frequenza molto maggiore.»
Simon Stiell, Segretario Esecutivo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, UNFCC [31/07/2026]
«Questi mega-incendi dimostrano quanto rapidamente il caldo estremo e la siccità causati dal cambiamento climatico possano trasformare gli incendi boschivi in devastanti disastri nazionali – costringendo a evacuazioni di massa, distruggendo abitazioni, attività commerciali e infrastrutture vitali, generando enormi emissioni aggiuntive di carbonio e danneggiando la salute umana, poiché il fumo pericoloso si diffonde ben oltre i confini dell’incendio.»
«Il fatto che l’umanità continui a bruciare quantità colossali di carbone, petrolio e gas sta surriscaldando il nostro pianeta, rendendo queste condizioni più pericolose e questi mega-incendi più letali e distruttivi. Ma le soluzioni sono altrettanto chiare: tutti i paesi devono accelerare il passaggio dai combustibili fossili alle energie rinnovabili e proteggere le persone dall’aggravarsi degli impatti climatici, dagli incendi boschivi alle mega-tempeste e alle inondazioni, fino alle siccità che colpiscono la produzione alimentare.»
Augustin Colette, Head of Unite presso l’Institut national de l’environnement industriel et des risques (Ineris) [31/07/2026]
«Gli incendi estremi verificatisi all’interfaccia tra aree naturali e urbane hanno provocato devastazioni e rilasciato enormi quantità di inquinanti atmosferici nell’aria. Il fumo delle colonne di fuoco ha fatto aumentare i livelli massimi di particolato fino a 20 volte al di sopra di quanto considerato “qualità dell’aria discreta” per il PM2.5 in Europa, e una qualità dell’aria estremamente scarsa è stata avvertita fino a 400 km di distanza dagli incendi.»
«Questi vasti incendi boschivi e le conseguenti ondate di inquinamento atmosferico graveranno su una popolazione già duramente colpita da diverse settimane di ondate di calore. Questa sequenza di rischi climatici cumulativi dell’estate 2026 dovrebbe aprire gli occhi sulle imminenti sfide di adattamento e motivare un’azione ambiziosa per il clima.»
Incendi devastanti in Francia e Spagna
È stato diffuso oggi il comunicato stampa con cui gli esperti di World Weather Attribution (WWA) annunciano i risultati della loro più recente analisi, stando alla quale il cambiamento climatico causato dalle attività umane ha reso le condizioni metereologiche favorevoli agli incendi (fire weather) almeno due volte più probabili nel sud-ovest della Francia e almeno 20 volte più probabili nella Spagna centrale. Gli scienziati sottolineano che si tratta di stime prudenti.
Pubblichiamo qui alcuni commenti esperti raccolti da WWA.
Friederike Otto, docente di Scienze climatiche presso il Centre for Environmental Policy, Imperial College di Londra [31/07/2026]
«I nostri studi dimostrano ripetutamente come il clima europeo stia cambiando più rapidamente di quanto i governi riescano ad adattarsi. L’anno scorso abbiamo documentato gli incendi nella penisola iberica; più recentemente, la nostra ricerca ha evidenziato come il cambiamento climatico stia aggravando la siccità in tutto il continente. Ora assistiamo a un’altra catastrofe alimentata dallo stesso fattore: il consumo di combustibili fossili.»
«Alla scienza non importa se gli incendi di quest’anno batteranno i record, se i governi sono preparati, se le piogge invernali sono state adeguate o se questo evento arriva sulla scia di diverse ondate di calore che hanno esaurito le risorse e messo a dura prova la popolazione. Il cambiamento climatico comporta che la giusta combinazione di condizioni meteorologiche, che crea una polveriera e la trasforma in un disastro, si verifichi con frequenza molto maggiore.»
Simon Stiell, Segretario Esecutivo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, UNFCC [31/07/2026]
«Questi mega-incendi dimostrano quanto rapidamente il caldo estremo e la siccità causati dal cambiamento climatico possano trasformare gli incendi boschivi in devastanti disastri nazionali – costringendo a evacuazioni di massa, distruggendo abitazioni, attività commerciali e infrastrutture vitali, generando enormi emissioni aggiuntive di carbonio e danneggiando la salute umana, poiché il fumo pericoloso si diffonde ben oltre i confini dell’incendio.»
«Il fatto che l’umanità continui a bruciare quantità colossali di carbone, petrolio e gas sta surriscaldando il nostro pianeta, rendendo queste condizioni più pericolose e questi mega-incendi più letali e distruttivi. Ma le soluzioni sono altrettanto chiare: tutti i paesi devono accelerare il passaggio dai combustibili fossili alle energie rinnovabili e proteggere le persone dall’aggravarsi degli impatti climatici, dagli incendi boschivi alle mega-tempeste e alle inondazioni, fino alle siccità che colpiscono la produzione alimentare.»
Augustin Colette, Head of Unite presso l’Institut national de l’environnement industriel et des risques (Ineris) [31/07/2026]
«Gli incendi estremi verificatisi all’interfaccia tra aree naturali e urbane hanno provocato devastazioni e rilasciato enormi quantità di inquinanti atmosferici nell’aria. Il fumo delle colonne di fuoco ha fatto aumentare i livelli massimi di particolato fino a 20 volte al di sopra di quanto considerato “qualità dell’aria discreta” per il PM2.5 in Europa, e una qualità dell’aria estremamente scarsa è stata avvertita fino a 400 km di distanza dagli incendi.»
«Questi vasti incendi boschivi e le conseguenti ondate di inquinamento atmosferico graveranno su una popolazione già duramente colpita da diverse settimane di ondate di calore. Questa sequenza di rischi climatici cumulativi dell’estate 2026 dovrebbe aprire gli occhi sulle imminenti sfide di adattamento e motivare un’azione ambiziosa per il clima.»
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