Luglio da record: oceani bollenti e incendi in Europa
Un comunicato stampa del Servizio di Copernicus cambiamenti climatici (C3S) evidenzia che a luglio 2026 caldo e siccità eccezionali in Europa occidentale hanno alimentato incendi estremi e ridotto la portata dei fiumi (Senna, Reno, Danubio), minacciando energia e agricoltura. È stato il secondo luglio più caldo a livello globale (+1,47 °C dal periodo preindustriale). Gli oceani extrapolari hanno registrato temperature record. Nell’Atlantico e nel Mediterraneo occidentale si sono registrate diffuse ondate di calore marine di intensità forte o grave, con impatti su ecosistemi e comunità costiere. Pubblichiamo di seguito i commenti esperti raccolti da C3S. Leggi qui il comunicato completo.
Samantha Burgess, Responsabile strategica per il clima di ECMWF (Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine) [10/08/2026]
«Luglio 2026 è stato il terzo mese consecutivo di caldo eccezionale nell’Europa occidentale, avendo portato la temperatura combinata di giugno e luglio a un nuovo record per la regione. I sistemi persistenti di alta pressione hanno intrappolato il calore sull’Europa occidentale, e le temperature estreme hanno inoltre intensificato la siccità diffusa. Man mano che i suoli si inaridiscono, perdono la capacità di fornire un raffreddamento naturale, consentendo al calore di accumularsi più facilmente. Questo è un chiaro esempio di come i cambiamenti climatici stiano intensificando gli eventi di calore estremo, con il caldo e la siccità che si rafforzano sempre più a vicenda.»
Laurence Rouil, Direttrice del Servizio di monitoraggio atmosferico di Copernicus (CAMS), ECMWF [10/08/2026]
«Nel mese scorso si è registrata un’attività eccezionale di incendi in tutta l’Europa occidentale, in termini di superficie bruciata ed emissioni. I cambiamenti climatici stanno determinando sempre più spesso condizioni di caldo e siccità che favoriscono incendi di grandi dimensioni e ad alta intensità nell’Europa meridionale, estendendo al contempo la stagione degli incendi verso nord. Gli incendi più estesi producono più fumo e lo immettono a quote più elevate nell’atmosfera, il che significa che può propagarsi a una distanza maggiore e influire sulla qualità dell’aria non solo a livello locale, ma in tutta la regione. I paesi che registrano un numero relativamente basso di incendi potrebbero subire un impatto crescente dovuto al trasporto del fumo a lunga distanza, anche se si trovano a migliaia di chilometri».
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Samantha Burgess, Responsabile strategica per il clima di ECMWF (Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine) [10/08/2026]
«Luglio 2026 è stato il terzo mese consecutivo di caldo eccezionale nell’Europa occidentale, avendo portato la temperatura combinata di giugno e luglio a un nuovo record per la regione. I sistemi persistenti di alta pressione hanno intrappolato il calore sull’Europa occidentale, e le temperature estreme hanno inoltre intensificato la siccità diffusa. Man mano che i suoli si inaridiscono, perdono la capacità di fornire un raffreddamento naturale, consentendo al calore di accumularsi più facilmente. Questo è un chiaro esempio di come i cambiamenti climatici stiano intensificando gli eventi di calore estremo, con il caldo e la siccità che si rafforzano sempre più a vicenda.»
Laurence Rouil, Direttrice del Servizio di monitoraggio atmosferico di Copernicus (CAMS), ECMWF [10/08/2026]
«Nel mese scorso si è registrata un’attività eccezionale di incendi in tutta l’Europa occidentale, in termini di superficie bruciata ed emissioni. I cambiamenti climatici stanno determinando sempre più spesso condizioni di caldo e siccità che favoriscono incendi di grandi dimensioni e ad alta intensità nell’Europa meridionale, estendendo al contempo la stagione degli incendi verso nord. Gli incendi più estesi producono più fumo e lo immettono a quote più elevate nell’atmosfera, il che significa che può propagarsi a una distanza maggiore e influire sulla qualità dell’aria non solo a livello locale, ma in tutta la regione. I paesi che registrano un numero relativamente basso di incendi potrebbero subire un impatto crescente dovuto al trasporto del fumo a lunga distanza, anche se si trovano a migliaia di chilometri».
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