Secondo un’analisi condotta dal team di ClimaMeter, l’ondata di calore da record che ha colpito la Francia e gran parte dell’Europa occidentale nel giugno 2026 è stata notevolmente aggravata dal cambiamento climatico causato dall’uomo. L’analisi relativa al 22 giugno 2026 indica che le temperature associate all’attuale configurazione meteorologica sono di circa 2-4 °C più elevate di quanto sarebbero state in condizioni meteorologiche simili durante la seconda metà del XX secolo. A Parigi, il segnale di riscaldamento stimato raggiunge circa 2,4 °C, a Milano +3,8 °C e a Saragozza +4 °C.
Pubblichiamo di seguito alcuni commenti esperti raccolti da ClimaMeter.
Davide Faranda, Research Director CNRS (Centre national de la recherche scientifique) [22/06/26]
“L’evento meteorologico all’origine di questa ondata di calore non è straordinario. Ciò che è straordinario è che il cambiamento climatico ha fatto aumentare le temperature fino a 4 °C in alcune zone dell’Europa occidentale. Ci stiamo ormai avvicinando ai limiti di adattamento di molte società ed ecosistemi. Se temperature come queste diventeranno la norma nei prossimi decenni, sarà inevitabile subire gravi conseguenze. La buona notizia è che possiamo ancora agire: una rapida riduzione delle emissioni di gas serra può impedire che gli eventi estremi di oggi diventino la normalità estiva di domani.”
Tommaso Alberti, ricercatore INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) [22/06/26]
“Il caldo è uno dei pericoli meteorologici più letali e ogni grado in più di riscaldamento si traduce in rischi più elevati per le persone e le infrastrutture. Fenomeni come questo aumentano la probabilità di malattie e decessi legati al caldo, in particolare tra i gruppi vulnerabili, determinando al contempo picchi nella domanda di energia elettrica per il raffreddamento. La combinazione tra i crescenti impatti sulla salute e la crescente pressione sui sistemi energetici evidenzia perché il caldo estremo sta diventando una delle manifestazioni più gravi del cambiamento climatico in Europa.”
Marco Chericoni, ricercatore Fondazione CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici) [22/06/26]
“Ciò che rende questo evento degno di nota non è [la constatazione di] un fenomeno meteorologico senza precedenti, ma il modo in cui una circolazione atmosferica tipica dell’estate stia ora generando un caldo molto più intenso e persistente in un clima più caldo. Si tratta di una chiara impronta del cambiamento climatico indotto dall’uomo: sta rendendo le ondate di calore europee più intense e più pericolose, con impatti crescenti sulla salute, sui sistemi energetici, sulla produttività del lavoro e su altri settori sensibili al clima. Ecco perché è necessario intervenire con urgenza a livello mondiale per ridurre le emissioni di gas serra.”
Intensa ondata di calore in Europa
Secondo un’analisi condotta dal team di ClimaMeter, l’ondata di calore da record che ha colpito la Francia e gran parte dell’Europa occidentale nel giugno 2026 è stata notevolmente aggravata dal cambiamento climatico causato dall’uomo. L’analisi relativa al 22 giugno 2026 indica che le temperature associate all’attuale configurazione meteorologica sono di circa 2-4 °C più elevate di quanto sarebbero state in condizioni meteorologiche simili durante la seconda metà del XX secolo. A Parigi, il segnale di riscaldamento stimato raggiunge circa 2,4 °C, a Milano +3,8 °C e a Saragozza +4 °C.
Pubblichiamo di seguito alcuni commenti esperti raccolti da ClimaMeter.
Davide Faranda, Research Director CNRS (Centre national de la recherche scientifique) [22/06/26]
“L’evento meteorologico all’origine di questa ondata di calore non è straordinario. Ciò che è straordinario è che il cambiamento climatico ha fatto aumentare le temperature fino a 4 °C in alcune zone dell’Europa occidentale. Ci stiamo ormai avvicinando ai limiti di adattamento di molte società ed ecosistemi. Se temperature come queste diventeranno la norma nei prossimi decenni, sarà inevitabile subire gravi conseguenze. La buona notizia è che possiamo ancora agire: una rapida riduzione delle emissioni di gas serra può impedire che gli eventi estremi di oggi diventino la normalità estiva di domani.”
Tommaso Alberti, ricercatore INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) [22/06/26]
“Il caldo è uno dei pericoli meteorologici più letali e ogni grado in più di riscaldamento si traduce in rischi più elevati per le persone e le infrastrutture. Fenomeni come questo aumentano la probabilità di malattie e decessi legati al caldo, in particolare tra i gruppi vulnerabili, determinando al contempo picchi nella domanda di energia elettrica per il raffreddamento. La combinazione tra i crescenti impatti sulla salute e la crescente pressione sui sistemi energetici evidenzia perché il caldo estremo sta diventando una delle manifestazioni più gravi del cambiamento climatico in Europa.”
Marco Chericoni, ricercatore Fondazione CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici) [22/06/26]
“Ciò che rende questo evento degno di nota non è [la constatazione di] un fenomeno meteorologico senza precedenti, ma il modo in cui una circolazione atmosferica tipica dell’estate stia ora generando un caldo molto più intenso e persistente in un clima più caldo. Si tratta di una chiara impronta del cambiamento climatico indotto dall’uomo: sta rendendo le ondate di calore europee più intense e più pericolose, con impatti crescenti sulla salute, sui sistemi energetici, sulla produttività del lavoro e su altri settori sensibili al clima. Ecco perché è necessario intervenire con urgenza a livello mondiale per ridurre le emissioni di gas serra.”
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